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Parrozzo

Una cupola dorata di mandorle e semolino, ricoperta da un sottile strato di cioccolato: il dolce simbolo di Pescara e del Natale abruzzese.

Storia e origine

Il "pane rozzo" diventato dolce

Il parrozzo è una torta a forma di cupola preparata con mandorle, semolino o farina, uova e zucchero, e ricoperta di cioccolato fondente. È uno dei dolci più rappresentativi dell'Abruzzo.

Nacque a Pescara all'inizio del Novecento, ispirato al "pan rozzo", il pane rustico di farina di mais dei contadini abruzzesi: il giallo dell'interno ricorda la mollica di mais, mentre il cioccolato richiama la crosta bruciacchiata del pane cotto a legna.

Il nome è legato a Gabriele D'Annunzio, che apprezzò molto il dolce e gli dedicò alcuni versi scherzosi. Oggi il parrozzo è il protagonista delle tavole abruzzesi durante le feste di Natale.

TipologiaTortadolce da forno natalizio
OrigineAbruzzoPescara, inizio Novecento
DifficoltàMediaattenzione alla montata delle uova
Tempo1 ora e 15più il raffreddamento prima della glassa
Ingredienti

Cosa serve per 8 persone

Lo stampo tradizionale è a semisfera; in alternativa si può usare uno stampo da zuccotto ben imburrato.

Preparazione

Come si prepara, passo per passo

1

Le mandorle

Trita finemente le mandorle con un paio di cucchiai di zucchero, fino a ottenere una farina.

2

I tuorli

Monta i tuorli con lo zucchero e la scorza d'arancia fino a ottenere una crema chiara e gonfia.

3

Le polveri

Unisci la farina di mandorle, il semolino e la fecola setacciata, mescolando con delicatezza.

4

Gli albumi

Incorpora gli albumi montati a neve ferma con movimenti dal basso verso l'alto.

5

La cottura

Versa nello stampo a cupola imburrato e infarinato e cuoci in forno statico a 170 °C per circa 45-50 minuti.

6

La copertura

Sforma il dolce, lascialo raffreddare e ricoprilo con il cioccolato fuso, lasciandolo solidificare.

Varianti

Le versioni di casa

Con farina di mais

Alcune ricette usano farina di mais al posto del semolino, per richiamare ancora di più il colore del pane contadino.

Liquore all'arancia

Un cucchiaio di liquore all'arancia o di rum nell'impasto rende il profumo più intenso; va evitato se il dolce è per i bambini.

Monoporzioni

Cotto in piccoli stampi a semisfera, diventa un dolcetto da offrire durante le feste o da regalare.

Consigli e conservazione

I segreti di un buon parrozzo

  • Mandorle ben tritate: una farina fine rende l'impasto omogeneo e morbido.
  • Forno senza aperture: nei primi 30 minuti non aprire lo sportello, per non far abbassare la cupola.
  • Cioccolato temperato: fuso a bagnomaria senza surriscaldarlo, resta lucido e croccante.
  • Conservazione: sotto una campana di vetro, in luogo fresco, per 4-5 giorni.

Allergeni e sicurezza

  • contiene frutta a guscio (mandorle), uova e glutine (semolino);
  • il cioccolato fondente può contenere tracce di latte e soia: controlla l'etichetta;
  • le mandorle amare vanno usate in quantità minime;
  • le eventuali versioni con liquore non sono adatte ai bambini.
Domande frequenti

Parrozzo in breve

Perché si chiama parrozzo?

Il nome deriva da "pan rozzo", il pane rustico dei contadini abruzzesi a cui il dolce si ispira per forma e colori.

Si può preparare senza glutine?

Sì, sostituendo il semolino con farina di mais certificata senza glutine o con altra fecola. Bisogna però controllare che tutti gli ingredienti, compreso il cioccolato, siano adatti.

Quanto tempo prima si può preparare?

Anche due o tre giorni prima: ben conservato, il parrozzo mantiene morbidezza e profumo e spesso è ancora più buono il giorno dopo.

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