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Pastiera napoletana

Pasta frolla, grano cotto, ricotta e profumo di fiori d'arancio: il dolce della Pasqua a Napoli, preparato in casa secondo ricette tramandate di generazione in generazione.

Storia e origine

Il simbolo della Pasqua napoletana

La pastiera è una torta di pasta frolla ripiena di grano cotto, ricotta, uova, zucchero, canditi e acqua di fiori d'arancio, decorata con le tipiche strisce incrociate.

Le sue origini sono antiche e avvolte nella leggenda: c'è chi la collega ai riti pagani della primavera e chi ai conventi napoletani, dove le monache avrebbero perfezionato la ricetta. Quello che è certo è che da secoli è il dolce pasquale per eccellenza della Campania.

Il grano e le uova richiamano la rinascita e la primavera. Tradizionalmente si prepara il Giovedì o il Venerdì Santo, perché ha bisogno di riposare qualche giorno per diventare davvero buona.

TipologiaTortadolce di Pasqua da forno
OrigineCampaniaNapoli, tradizione secolare
DifficoltàMediadiversi passaggi e un po' di pazienza
Tempo2 orepiù 1-2 giorni di riposo per insaporirsi
Ingredienti

Cosa serve per 8-10 persone

Dosi indicative per una tortiera di circa 26 cm. Il grano già cotto si trova in barattolo nei negozi alimentari, soprattutto nel periodo pasquale.

Preparazione

Come si prepara, passo per passo

1

Il grano

Cuoci il grano con latte, burro e scorza di limone, mescolando, fino a ottenere una crema densa. Lascia raffreddare.

2

La ricotta

Lavora la ricotta con lo zucchero fino a renderla liscia e cremosa.

3

Il ripieno

Unisci alla ricotta le uova, la crema di grano, i canditi, la cannella e l'acqua di fiori d'arancio.

4

Il guscio

Stendi la frolla e fodera la tortiera imburrata, tenendo da parte un po' di pasta per le strisce.

5

Le strisce

Versa il ripieno e decora con le classiche strisce di frolla disposte a rombo.

6

Cottura e riposo

Cuoci a forno moderato per circa un'ora e mezza, finché è dorata. Lasciala riposare almeno un giorno prima di servire.

Varianti

Ogni famiglia ha la sua pastiera

Con la crema pasticcera

Molte famiglie aggiungono al ripieno un po' di crema pasticcera, che rende la pastiera più morbida e vellutata.

Grano frullato o intero

C'è chi preferisce il grano lasciato intero, per sentirne la consistenza, e chi lo frulla in parte per un ripieno più omogeneo.

Senza canditi

Per chi non li ama, i canditi si possono ridurre o eliminare, aumentando la scorza di agrumi grattugiata.

Consigli e conservazione

I segreti di una buona pastiera

  • Ricotta ben scolata: lasciala sgocciolare qualche ora, altrimenti il ripieno resta acquoso.
  • Fiori d'arancio con misura: il profumo è intenso, meglio aggiungerne poco alla volta.
  • Pazienza: preparata con uno o due giorni di anticipo è molto più buona.
  • Conservazione: in luogo fresco o in frigorifero, coperta, per 4-5 giorni.

Allergeni e sicurezza

  • contiene glutine (grano e pasta frolla), uova e latte e derivati (ricotta, burro, latte);
  • può contenere tracce di frutta a guscio se nei canditi o nella frolla sono presenti;
  • essendo ricca di ricotta e uova, va conservata al fresco e consumata entro pochi giorni.
Domande frequenti

Pastiera in breve

Si può preparare con il grano crudo?

Sì, ma va lasciato in ammollo per alcuni giorni, cambiando spesso l'acqua, e poi cotto a lungo. Il grano già cotto in barattolo semplifica molto la preparazione.

Perché si prepara in anticipo?

Nei giorni di riposo i profumi di fiori d'arancio, cannella e canditi si amalgamano e il ripieno diventa più compatto e saporito.

Si mangia solo a Pasqua?

La tradizione la lega alla Pasqua, ma oggi nelle pasticcerie napoletane si trova tutto l'anno.

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