I dolcetti pasquali del Maceratese: piccoli scrigni di pasta aperti a quattro punte, con un ripieno di formaggio, uova e limone.
I caciuni (o caciù, calcioni) sono dolcetti tipici delle Marche, in particolare della provincia di Macerata, preparati per Pasqua.
Il nome viene da cacio, il formaggio: il ripieno è infatti a base di pecorino fresco o formaggio vaccino grattugiato, mescolato con uova, zucchero e scorza di limone. La pasta, sottile, viene ritagliata a dischi e chiusa lasciando il ripieno in vista.
La combinazione di dolce e salato è tipica della cucina pasquale contadina dell'Italia centrale, dove dopo la Quaresima si tornava a usare formaggi e uova.
Una pasta sottile all'olio e un ripieno di formaggio profumato al limone.
Impasta farina, uova, olio, vino e zucchero fino a ottenere una pasta liscia. Lasciala riposare 30 minuti.
Mescola il formaggio grattugiato con uova, zucchero e scorza di limone: deve essere sodo e non liquido.
Stendi la pasta sottile e ricava dei dischi di circa 8 cm di diametro.
Metti al centro di ogni disco un cucchiaio di ripieno.
Pizzica i bordi in quattro punti, in modo da formare un piccolo cestino con il ripieno visibile al centro.
Spennella con tuorlo e cuoci a 180 °C per circa 20-25 minuti, finché il ripieno si gonfia e si dora.
Con una parte di ricotta nel ripieno il gusto si fa più delicato e meno sapido.
Con pecorino più stagionato e poco zucchero si avvicinano a uno spuntino salato.
Nell'Anconetano e in altre zone si trovano preparazioni simili, chiuse a mezzaluna o con nomi diversi.
Sono dolci, ma con una nota sapida data dal formaggio. L'equilibrio dipende dalla quantità di zucchero e dal tipo di pecorino.
Tradizionalmente pecorino fresco o semistagionato marchigiano, a volte mescolato con formaggio vaccino. Va grattugiato finemente.
Sì, già cotti e ben chiusi. Si scongelano a temperatura ambiente e si ripassano qualche minuto in forno.
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