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Chiacchiere

Sfoglie sottilissime di pasta fritta, croccanti e piene di bolle, coperte da una nevicata di zucchero a velo: il dolce simbolo del Carnevale, con un nome diverso in quasi ogni regione.

Storia e origine

Un dolce, cento nomi

Le chiacchiere sono strisce di pasta sottile a base di farina, uova, zucchero e burro, profumata con un liquore, poi fritte o cotte al forno e spolverate di zucchero a velo.

Sono diffuse in tutta Italia e ogni territorio le chiama a modo suo: chiacchiere in Lombardia e in gran parte del Sud, frappe nel Lazio, cenci in Toscana, bugie in Piemonte e Liguria, crostoli in Veneto e Trentino, sfrappole in Emilia. Si fanno spesso risalire a dolci fritti preparati già in epoca romana durante le feste, ma il collegamento è più tradizionale che documentato.

Si preparano nel periodo del Carnevale, quando la tradizione concedeva dolci fritti e ricchi prima della Quaresima.

TipologiaFrittodolce tipico di Carnevale
OrigineTutta Italiacon nomi diversi nelle regioni
DifficoltàFacileserve solo stendere la pasta molto sottile
Tempo1 ora e 30compreso il riposo dell'impasto
Ingredienti

Cosa serve per un vassoio da 6-8 persone

Il liquore nell'impasto non serve solo a profumare: aiuta a ottenere sfoglie più croccanti e leggere.

Preparazione

Come si prepara, passo per passo

1

L'impasto

Impasta farina, uova, zucchero, burro, liquore, scorza e sale fino a ottenere un panetto liscio e sodo.

2

Il riposo

Avvolgi l'impasto nella pellicola e lascialo riposare per almeno mezz'ora a temperatura ambiente.

3

La sfoglia

Stendi la pasta sottilissima, meglio con la macchina per la pasta, fino a quasi vedere in trasparenza.

4

Il taglio

Taglia rettangoli o strisce con la rotella dentellata e pratica due tagli al centro di ciascuno.

5

La frittura

Friggi poche chiacchiere alla volta in olio caldo a circa 175 °C per pochi secondi per lato, finché si gonfiano e diventano dorate.

6

Lo zucchero

Scolale su carta assorbente e, quando sono fredde, spolverale abbondantemente di zucchero a velo.

Varianti

Le chiacchiere d'Italia

Al forno

Cotte in forno invece che fritte risultano più leggere e friabili, anche se meno bollose.

Con il cioccolato

In alcune zone si servono con cioccolato fuso o, in Campania, accompagnate dal sanguinaccio dolce al cioccolato.

Con il miele

Alcune ricette regionali sostituiscono lo zucchero a velo con un velo di miele o di alchermes.

Consigli e conservazione

I segreti di chiacchiere croccanti

  • Sfoglia sottilissima: è il segreto delle bolle e della croccantezza.
  • Olio ben caldo: la frittura deve essere rapidissima, altrimenti le chiacchiere assorbono olio.
  • Zucchero a velo a freddo: sulle chiacchiere calde si scioglierebbe.
  • Conservazione: in una scatola di latta o in un sacchetto di carta restano croccanti per alcuni giorni.

Allergeni e sicurezza

  • contiene glutine, uova e latte e derivati (burro);
  • contiene una piccola quantità di alcol, che evapora in gran parte durante la frittura;
  • il vino può contenere solfiti;
  • la frittura richiede attenzione: non lasciare l'olio caldo incustodito e tienilo lontano dai bambini.
Domande frequenti

Chiacchiere in breve

Perché si chiamano chiacchiere?

Il nome più diffuso viene spesso spiegato con il fatto che si preparano e si mangiano in compagnia, chiacchierando. Esistono però molte spiegazioni popolari, nessuna certa.

Perché le chiacchiere non fanno le bolle?

Di solito perché la sfoglia è troppo spessa o l'olio non è abbastanza caldo. Una sfoglia sottile e una frittura rapida favoriscono la formazione delle bolle.

Si possono preparare senza alcol?

Sì, sostituendo il liquore con un po' di succo d'arancia o di latte. Le chiacchiere risulteranno leggermente meno friabili.

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