I biscotti della tradizione romana e laziale: croccanti, ricoperti di zucchero, fatti con vino, olio e farina, senza uova né burro.
Le ciambelline al vino (in romanesco ciambelline ar vino) sono biscotti tipici del Lazio, legati in particolare a Roma e ai Castelli Romani, terra di vini.
Nascono come dolce povero e di lunga conservazione: farina, zucchero, olio e il vino di casa, bianco o rosso. Venivano offerte agli ospiti e servite a fine pasto nelle osterie, da inzuppare in un bicchiere di vino.
Sono anche una ricetta naturalmente senza uova e senza latte, per questo molto usata ancora oggi nelle cucine di casa.
La regola tradizionale è semplice: vino, olio e zucchero nella stessa misura.
In una ciotola mescola il vino, l'olio e lo zucchero fino a scioglierlo in parte.
Aggiungi la farina con il lievito e gli eventuali semi di anice, poco alla volta.
Lavora fino a ottenere un panetto morbido e non appiccicoso.
Forma dei cordoncini lunghi circa 12 cm e chiudili ad anello.
Passa un lato di ogni ciambellina nello zucchero semolato.
Cuoci a 180 °C per circa 20-25 minuti, finché sono dorate. Si induriscono raffreddandosi.
La versione più diffusa, chiara e dal gusto delicato, tipica dei Castelli Romani.
Più scure e con un aroma più deciso, frequenti nelle campagne laziali.
I semi di anice danno il profumo tipico di molte ricette di famiglia.
L'alcol evapora in buona parte in cottura, ma in piccole quantità può restare. Per i bambini è meglio non servirle inzuppate nel vino.
No: molte ricette tradizionali non lo usano. Con il lievito le ciambelline risultano un po' più friabili.
Sì, la ricetta classica con vino, olio, farina e zucchero non contiene ingredienti di origine animale.
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