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Pangiallo romano

Il dolce natalizio di Roma: frutta secca, uvetta e miele racchiusi in un impasto scuro e coperti da una glassa dorata.

Storia e origine

Un piccolo sole per l'inverno

Il pangiallo è il dolce tipico del Natale a Roma e nel Lazio. È una pagnotta bassa e compatta di frutta secca, miele e poca farina, ricoperta da una sottile pastella che in cottura diventa gialla e lucida.

Una tradizione molto citata lo collega alle feste del solstizio d'inverno dell'antica Roma, quando si preparavano pani dorati per propiziare il ritorno del sole: è un racconto suggestivo, ma non documentato con certezza.

Un tempo il colore dorato si otteneva con lo zafferano; oggi la copertura si prepara spesso con farina, olio e un po' di curcuma o zafferano.

TipologiaTortadolce natalizio da forno
OrigineLazioRoma
DifficoltàFacilema richiede riposo
Tempo1 ora e 30più una notte di riposo
Ingredienti

Cosa serve per 2 pangialli

Tanta frutta secca e pochissima farina: è un dolce ricco, da tagliare a fette sottili.

Preparazione

Come si prepara, passo per passo

1

Frutta secca

Tosta leggermente nocciole e mandorle e tritale grossolanamente con le noci. Ammolla l'uvetta.

2

Miele e cioccolato

Scalda il miele con il cioccolato a fuoco basso finché è fluido.

3

L'impasto

Unisci frutta secca, pinoli, uvetta, canditi, spezie, farina e il miele caldo: deve risultare denso e appiccicoso.

4

Le forme

Con le mani bagnate forma due pagnotte basse e ovali e mettile su una teglia con carta forno.

5

La copertura

Mescola farina, olio, acqua e zafferano in una pastella fluida e spennellala su tutta la superficie.

6

Cottura

Cuoci a 170 °C per circa 35-40 minuti. Lascia riposare almeno una notte prima di tagliarlo.

Varianti

I pangialli del Lazio

Senza cioccolato

La versione più antica non prevede cacao né cioccolato: il colore scuro viene solo dal miele e dalla frutta secca.

Con i fichi

In alcune zone del Lazio si aggiungono fichi secchi o prugne per un impasto più morbido.

Con il mosto cotto

Nella Tuscia e nella campagna romana il miele viene in parte sostituito dal mosto cotto.

Consigli e conservazione

I segreti di un buon pangiallo

  • Frutta tostata: una breve tostatura esalta il profumo di nocciole e mandorle.
  • Mani bagnate: l'impasto è molto appiccicoso, l'acqua aiuta a modellarlo.
  • Pastella sottile: uno strato leggero dà la lucentezza dorata senza creparsi.
  • Conservazione: avvolto nella carta, in luogo fresco, per 2-3 settimane.

Allergeni e sicurezza

  • contiene glutine e molta frutta a guscio (nocciole, mandorle, noci, pinoli);
  • il cioccolato può contenere tracce di latte e soia;
  • uvetta e canditi possono contenere solfiti;
  • il miele non è adatto ai bambini sotto i 12 mesi.
Domande frequenti

Pangiallo in breve

Perché si chiama pangiallo?

Per la copertura dorata, ottenuta con una pastella colorata con zafferano o curcuma, che lo fa sembrare un piccolo sole.

Che differenza c'è con il panforte?

Sono parenti: entrambi sono a base di frutta secca e miele. Il panforte senese è più basso, speziato e coperto di zucchero a velo; il pangiallo ha la tipica glassa gialla.

Si può preparare in anticipo?

Sì, anzi migliora dopo qualche giorno. Si può preparare anche due settimane prima di Natale.

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