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Torcolo di San Costanzo

La ciambella lievitata di Perugia, profumata all'anice e ricca di uvetta, canditi e pinoli, preparata per la festa del patrono a fine gennaio.

Storia e origine

Il dolce del patrono di Perugia

Il torcolo di San Costanzo è una ciambella lievitata tipica di Perugia, preparata per il 29 gennaio, festa di San Costanzo, vescovo e martire, patrono della città insieme a San Lorenzo e Sant'Ercolano.

Secondo la tradizione la forma ad anello ricorda la testa del santo, decapitato durante le persecuzioni, mentre i cinque tagli sulla superficie richiamano le cinque porte principali della Perugia antica. L'impasto è profumato con semi di anice e arricchito con uvetta, canditi e pinoli.

Alla festa è legata anche una tradizione popolare: le ragazze in cerca di marito osservavano l'immagine del santo, sperando di vederlo "strizzare l'occhio" come segno di buon auspicio per le nozze.

TipologiaLievitatociambella all'anice
OriginePerugiaUmbria
Occasione29 gennaiofesta di San Costanzo
Tempo4 orecompresa la lievitazione
Ingredienti

Cosa serve per un torcolo

Un impasto lievitato semplice, reso festoso dall'anice e dalla frutta secca e candita.

Preparazione

Come si prepara, passo per passo

1

Il lievito

Sciogli il lievito nel latte tiepido con un cucchiaino di zucchero e lascialo attivare per 10 minuti.

2

L'impasto

Impasta farina, zucchero, uova, latte con il lievito, il burro morbido e il sale fino a una pasta liscia.

3

Gli aromi

Incorpora uvetta ammollata e strizzata, canditi, pinoli e semi di anice.

4

La lievitazione

Copri e lascia lievitare per circa 2 ore in un luogo tiepido, finché raddoppia.

5

La ciambella

Forma un cilindro, chiudilo ad anello, pratica cinque tagli sulla superficie e lascia lievitare ancora 45 minuti.

6

La cottura

Spennella con il tuorlo e cuoci a 180 °C per 35-40 minuti, finché è ben dorato.

Varianti

Come si prepara e si gusta

All'olio d'oliva

Molte ricette umbre usano l'olio extravergine al posto del burro, per un torcolo più rustico e profumato.

Con il vin santo

A fine pasto il torcolo si accompagna tradizionalmente a un bicchiere di vin santo, in cui inzupparlo.

A colazione

A fette, il giorno dopo, è ottimo a colazione con il caffellatte o leggermente tostato.

Consigli e conservazione

I segreti del torcolo

  • Anice tostato: scaldare i semi qualche istante in padella ne esalta il profumo.
  • Foro ampio: lievitando la ciambella si allarga, quindi lascia un buco centrale generoso.
  • Tagli decisi: i cinque tagli vanno fatti con una lama affilata prima dell'ultima lievitazione.
  • Conservazione: sotto una campana o in un sacchetto per alimenti resta morbido per 3-4 giorni.

Allergeni e sicurezza

  • contiene glutine (farina di frumento);
  • contiene uova e latte e derivati (latte, burro);
  • i pinoli sono frutta a guscio;
  • uvetta e canditi possono contenere solfiti: verifica le etichette.
Domande frequenti

Torcolo di San Costanzo in breve

Quando si mangia il torcolo?

È il dolce della festa di San Costanzo, il 29 gennaio, ma a Perugia si trova nei forni e nelle pasticcerie anche in altri periodi dell'anno.

Cosa rappresentano i cinque tagli?

Secondo la tradizione ricordano le cinque porte principali della Perugia antica, mentre la forma ad anello richiama la testa del santo.

È simile alla ciaramicola?

Sono entrambi dolci perugini, ma la ciaramicola è una ciambella pasquale rossa all'alchermes con meringa, mentre il torcolo è un lievitato all'anice.

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